di Stefano Angeli
Alpes Italia, 2024
Il testo Sulla stessa barca. Psicoanalisi e poesia nel gruppo (ed. Alpes, 2024), consta di una raccolta di poesie di Stefano Angeli, scritte tra il 2014 e il 2024, realizzate e utilizzate dall’autore nell’ambito del suo lavoro psicoanalitico, in particolare all’interno di setting gruppali.
Ma oltre ad essere uno psicoanalista, Angeli è scrittore di poesie e creatore di sculture in legno e pietra. Da sempre utilizza l’arte come linguaggio, laddove il sentire, dentro e fuori le stanze di analisi, diviene indicibile con linguaggi non artistici. I versi all’interno del libro sono versi emozionati ed emozionanti, che partono dal reale, dall’attuale e sono capaci di aprire la porta del mondo interno del lettore.
La lettura del testo ci mostra come, a differenza di altri linguaggi interpretativi, talvolta saturanti i potenziali significati dell’esperienza in analisi, quello poetico renda possibile un ampliamento del discorso analitico. Ecco perché nell’esperienza clinica dell’autore, la poesia è lo strumento che promuove e induce una trasformazione. Questo è possibile solo se l’analista è disponibile ad immergersi nel campo emotivo gruppale, entrando in contatto con la potenziale posizione depressiva gruppale, per attraversarla e trasformarla in linguaggio poetico, restituendola così al gruppo digerita.
Anche il lettore, dunque, compie un’esperienza immersiva nel gruppo di poesie contenute nel testo di Angeli, come quella dell’analista all’interno del gruppo da cui la poesia emerge: esperienza che accompagna l’avvicinamento alla posizione depressiva. Il libro evoca, in chi lo legge, un sentimento di gratitudine e commozione, per l’essersi sentiti partecipi di un’esperienza personale e professionale, generosamente condivisa.
Ci siamo abbandonati alla lettura di questo testo, senza sapere dove le onde ci avrebbero portato. Ciò che ci ha mosso dentro, e di cui forse è stato investito dall’autore, può essere riassunto in tre parole, di cui proponiamo l’etimologia per ridurne la polisemia. Ci è sembrato, dopo esserci persi tra le onde, di rintracciare queste tre coordinate. Non sappiamo se questo possa capitare a chi altri si avventurerà nella lettura, ma ci piace pensare che esse non risulteranno peregrine, dato che, dopotutto, siamo tutti sulla stessa barca.
Passione: sofferenza, travaglio, ma anche forte commozione dell’animo, pure non dolorosa (es. amorosa);
Desiderare: volgersi con affetto a ciò che manca e piace; anticamente, distogliere lo sguardo dalle stelle per assenza di auspici o scongiurare astri contrari;
Divertire: deviare o volgere altrove, in direzione opposta; figuratamente, distogliere l’animo da cure e pensieri molesti per ricrearlo, sollazzarlo.
Quando si riesce tramite la scrittura a muovere queste energie vicine ad O, si ha la possibilità di raggiungere, fecondare le persone, assicurandosi una discendenza, un erede per la propria eredità. La mente, le emozioni, i fluidi corporei precipitano davanti ad un singolo evento, o sogno, o poesia: quella è un’esperienza da cui apprendere.
Una rinascita, come l’alba, quello che viene dopo la notte.
Recensione di
Silvia Del Buono e Livio Tiribocchi



