Progetto Argo. Cento sguardi sul cinema

Argo Cento sguardi sul cinema

Il nome del progetto viene da lontano, dal mito: Argo era il gigante dai cento occhi, alcuni sempre aperti, altri chiusi nel sonno. Un’immagine che ci è sembrata giusta per descrivere quello che vogliamo fare — e come vogliamo farlo.
Cento occhi come le voci dei colleghi del nostro istituto, provenienti da sedi diverse, che convergono su un unico oggetto: il film. Occhi che non guardano tutti allo stesso modo, né tutti nello stesso momento. Alcuni vegliano, altri si immergono — come nell’attenzione fluttuante dell’analista, che sa stare nella visione senza smettere di ascoltare.
Da questa immagine nasce una rubrica di brevi riflessioni psicoanalitiche sul cinema, pensata per un pubblico ampio. Non recensioni nel senso tradizionale, ma qualcosa di diverso: un avvicinamento al film attraverso una prospettiva altra, che ne apra significati meno visibili, che ne prolunghi l’esperienza oltre la sala.
La sfida — non piccola, lo sappiamo — è tradurre strumenti concettuali complessi in connessioni di senso accessibili, capaci di parlare anche a chi non ha familiarità con il pensiero psicoanalitico. È proprio questa la scommessa: che uno sguardo diverso sul cinema possa diventare un modo di avvicinarsi, con curiosità, a un modo diverso di guardare.

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